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I

POEMETTI

I

IL SISTEMA DE’ CIELI

a tamarisco alagonio

Iam propiusque favet mundus scrutantibus ipsum, et rapii aethereos per carmina pandere census.

Manil, Astron., lib. i.



     O candido censor di quante vergo,
di vigile lucerna al cheto lume
o sul roseo mattin, delfiche carte,
caro alle muse ed al cetrato Apollo,
5del mio libero canto oggi tu sei
l’auspice degno; e nel sermon de’ numi
m’udrai narrarti qual tessendo inganno
io vada agli ozi del pomoso autunno
in questa solitudine tranquilla,
10dove inculta Natura offremi intorno
sparse sul monte antiche selve e case,
rustica vista. Ma ben altre ascendo,
su’ forti vanni onde m’impenna il tergo
la severa d’Urania amica destra,
15a vagheggiar non conosciute piagge
dal volgo indòtto, e lá mi spazio e godo
volgere per l’immenso etereo vano
imperioso a mille mondi il guardo.