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dal 1896 131


     Ora sentendo la vita fuggir con lo squallido sangue,
nell’angiporto di Troia, pensava a la ricca sua casa,
dove la donna filava una soffice spuma di lana,
50oltre molt’onda di mare, di là da molt’ombra di monti.

     Ecco, e la casa avvampò, di Deifobo. Vide il guerriero
al balenar de le fiamme un eroe da la testa chiomata;
e lo chiamava per nome, e gli disse le alate parole:
“ Odi, Elefénore! va dal potente ne l’urlo di guerra
55figlio d’Atrèo: va, digli che fugge ad Antìclo la vita
rapida, simile a vino che fugga da rotto cratere.
Digli che muoio per lui; che nel cuore mi sta la mia donna,
ch’oltre molt’onda di mare, di là da molt’ombra di monti,
fila nell’alta mia casa una soffice spuma di lana.
60Che la sua voce n’intenda, una voce, per l’ultima volta!
Mandi, se muoio per lui, la divina Tindaride, e faccia
ch’anco mi suoni a l’orecchio la voce più dolce che niuna! „

     Disse, ed il Calcodontiade Elefénore entrò ne la casa
che come fiaccola ardeva, e trovò l’incolpabile Atride,
65e lo chiamava per nome e gli disse le alate parole:
“ Figlio d’Atrèo, mi ti manda un guerriero cui fugge la vita
rapida, simile a vino che fugga da rotto cratere.
Sappi che muore per te; che nel cuore gli sta la sua donna
ch’oltre molt’onda di mare, di là da molt’ombra di monti,
70fila ne l’alta sua casa una soffice spuma di lana,
che la sua voce ne intenda, una voce, per l’ultima volta!
Manda, se muore per te, la divina Tindaride, e faccia
ch’anco gli suoni a l’orecchio la voce più dolce che niuna! „