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Qui soletto io mi volgo a destra, a manca,
     Senza dolcezza di parole amate,
     12E fame ho spesse volte, e il pan mi manca.

Le melanconich’ore prolungate
     M’empion l’alma di pianto e di paure,
     15E mi sfogo in ismanie sconsolate.

Amor la madre assai mi porta, e pure
     Quando al tugurio torna e pianger m’ode,
     18Spesso le voci sue prorompon dure;

Talor mi batte, e duolo indi mi rode,
     Sì che allor quasi affetto io più non sento,
     21E in maligni pensieri il cor mi gode.

Povera madre! il viver nello stento
     Estingue nel suo spirto ogni sorriso,
     24Ed anch’io più cruccioso ognor divento.

Gesù, prendimi teco in Paradiso,
     O tempra la tristezza che m’irrìta,
     27E rasserena di mia madre il viso:

Fa ch’ella trovi ad allevarmi aïta,
     Fa che deserto io non mi strugga tanto,
     30Fa che un po’ d’allegrezza orni mia vita.