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40 ALLA MARCH. MALASPINA DELLA BASTIA

sapere e della civiltà di que’ giorni, tanto da meritarle il titolo di Atene italiana. Cfr. Botta, vol. I, p. 33 e Albic. p. 407 e segg. Ma quando l’austriaca Maria Amalia sposò, nel 19 nov. 1768, il duca Ferdinando, succeduto al padre nel ’65, il Du-Tillot, per l’odio che Maria aveva contro i Francesi, cadde in disgrazia, ed Anna con lui, che, d’ordine sovrano, fu relegata nel 1771 nella sua villeggiatura del Pantaro, a sei ch. circa da Parma sul torrente Enza. Dopo, a poco a poco, tornò a riacquistar grazia; ma non molto si faceva vedere a corte, ché il piú dell’anno soggiornava, con isquisita compagnia d’amici e di letterati, nella villa su detta, ove furono festeggiate le nozze delle due ultime figlie. Morí di apoplessia il giovedi grasso 5 marzo 1797, essendo a mensa. Delle notizie che riguardano questa donna insigne, necessarie alla piena intelligenza de’ versi divini del M., alcune abbiamo ricavate dal Litta (Malasp. tav. XXII); altre, e le piú, ci sono state comunicate dalla gentilezza squisita del direttore dell’archivio municipale di Parma, sig. E. Scarabelli Zunti. — Il metro è il verso sciolto: cfr. la nota d’intr. a p. 22.

I bei carmi divini onde i sospiri
     In tanto grido si levâr d’Aminta1,
     Sí che parve minor della zampogna
     L’epica tromba2, e al paragon geloso
     5Dei primi onori dubitò Goffredo3,
     Non è, donna immortal, senza consiglio4
     Che al tuo nome li sacro, e della tua
     Per senno e per beltate inchta figlia
     L’orecchio e il core a lusingar li reco,
     10Or che di prode giovinetto in braccio
     Amor la guida. Amor piú che le Muse
     A Torquato dettò questo gentile
     Ascreo5 lavoro; e infino allor piú dolce


N.B. Queste varianti sono state ricavate dalla citata ediz. principe del Bodoni.
7-8. e della chiara Per senno e per beltade amabil figlia
12. A Torquato ispirò
13-15. e infine allor sí dolce Linguaggio non area quel Dio parlato Almeno in terra, benché
  1. 2. in tanto grido ecc.: «Accenna alla grande celebrità dell’Aminta, dramma pastorale di T. Tasso; che, venuto alla luce la prima volta nel 1581, aveva avuto prima di quella del Bodoni intorno a ottanta ristampe, ed era stato quasi subito tradotto in francese, in ispagnuolo, in inglese, in tedesco e in altre lingue». Cas.
  2. 3. parve minor ecc.: sembrò inferiore all’Aminta il poema epico della Gerusalemme lib. Chi non sa che la zampogna è simbolo della poesia pastorale?
  3. 5. Goffredo di Buglione, l’eroe «Che ’l gran sepolcro liberò di Cristo» (Tasso, I, 1), nel luglio 1099.
  4. 6. senza consiglio: senza grande ragione. Questa forma di affermare, che risulta di due negazioni (non... senza), è propria dell’alta poesia antica e moderna. Virgilio En. II, 777: Non haec sine numine Divûm Eveniunt. Petrarca Parte III. canz. II, 18: «Ma non senza destino alle tue braccia. ... È or commesso il nostro capo Roma». Leopardi Ad Ang. Mai, 16: «Certo senza de’ numi alto consiglio Non è....» Cfr. anche Orazio Od. III, iv, 20 e Dante Purg. vii, 48 ecc.
  5. 13. Ascreo: poetico. Ascra, villaggio della Beozia alle falde d’Elicona, patria di Esiodo, era sacra alle