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88 IN MORTE DI UGO BASSVILLE

     E nella dritta in mesto portamento
     Una lucida coppa sostenea:
E sculto ciascheduna un argomento
     125Avea di duolo, in bei rilievi espresso
     Di nitid’oro e di forbito argento.
In una sculto si vedea con esso1
     Il figlio e la consorte un re fuggire2,
     Pensoso piú di lor che di sé stesso3;
130E un dar subito all’arme ed un fremire
     Di cruda plebe, e dietro al fuggitivo,
     Siccome veltri dal guinzaglio, uscire4;
Poi tra le spade ricondur cattivo5
     E tra l’onte quel misero innocente,
     135Morto al gioire ed al patir sol vivo6.
Mirasi dopo una perversa gente
     Cercar furendo a morte una regina,
     Dir non so se piú bella o piú dolente7;
Ed ancisi i custodi alla meschina,
     140E per rabbia delusa, orrendo a dirsi!,
     Trafitto il letto e la regal cortina.
V’era l’urto in un’altra ed il ferirsi
     Di cinquecento incontra a mille e mille8,
     E dell’armi il fragor parea sentirsi.
145Formidabile il volto e le pupille9,
     La Discordia scorrea tra l’irte lance,
     Tra la polve, tra ’l fumo e le faville
E i tronchi capi e le squarciate pance,
     Agitando la face che sanguigna
     150De’ combattenti scoloría le guance.

127. Occulto in una si vedea


  1. esso: Riempitivo, che si congiunge elegantemente alle preposizioni senza alterarne il significato. Cfr., p. e., Dante Inf. xxiii, 51; xxxiv, 41; Purg. ii, 10 ecc.
  2. un re fuggire: «La fuga di Luigi XVI a Varennes tentata nella notte del 21 giugno 1791. È noto ch’egli e la sua famiglia furono riconosciuti a Sainte-Menehould, inseguiti e ricondotti a Parigi nel giorno 25 dello stesso mese». Mt.
  3. Pensoso ecc.: Petrarca P. III, canz. ii, 101: «Pensoso piú d’altrui che di sé stesso».
  4. Siccome veltri ecc.: Dante Inf. xiii, 126: «Come veltri che uscisser di catena».
  5. cattivo: prigioniero (lat.).
  6. Morto ecc.: Tasso IV, 36: «Cosa vedi, signor, non pur mortale, Ma già morta ai diletti, al duol sol viva».
  7. Mirasi ecc.: «Nella giornata del 6 di ottobre 1789 una torma di scellerati, uomini e donne, venuti a Versailles, entrarono nel castello reale, e, uccise le guardie, s’introdussero per una scaletta nella stanza in cui poc’anzi dormiva la regina, e trovato il letto ancor tiepido, ma non lei, che all’udire l’orrendo trambusto erasi occultamente sottratta, quello per atroce rabbia trapassarono con piú colpi di pugnale o di lancia. E fu buona sorte che i ribaldi non conoscessero l’adito alla stanza del re, dove la regina erasi rifuggita». Mt.
  8. V’era ecc.: «La giornata del 10 agosto 1792, nella quale si segnalarono per la loro fedeltà, di cui tutti rimasero vittime, i pochi Svizzeri [900] che erano a guardia delle Tuileries, combattendo contro alle migliaia di furibondi venuti ad assaltare quella regia abitazione». Mt.
  9. Formidabile ecc.: Accusat. di