Pagina:Poemi (Byron).djvu/76

74 il corsaro

Cara, funesta lagrima, cui senno,
E valor non resiste, allor che irrora
Vago ciglio di donna! Invitto scudo,
Asta possente a un tempo, onde secura
Fa sua fralezza, e ogni poter conquide!
Uom, la fuggi! Vien manco a lei d’innanzi
Il forte, ed erra il saggio. Chi del mondo
Strappò lo scettro ad un eroe? Chi il trasse
A fuga vil?.... Di Cleopatra il pianto.
Oh, del molle Triumviro la colpa
Abbia mercè! ma quanti, ahi! di lasciva
Beltade al lagrimar piangono, e terra
Vedono, e ciel perduti, e l’alme in preda
Ad eterno nemico, e a duolo eterno
Per conforto d’altrui dannan sè stessi!....

XVI

Sorge intanto il mattin;.... versa il suo raggio
Su la squallida faccia di Corrado,
Ma non de l’ora che passò, vi sparge
La lusinga, e la speme. Anzi ch’annotti
Qual diverrà costui?....Deforme avanzo!
Batterà il corvo le funeree penne
A lui d’intorno; cadrà il Sol, non visto