Pagina:Poemetti italiani, vol. X.djvu/231


227

Dove riscosso ognor l’igneo vapore
Al perpetuo oscillar per nuovi impulsi
Dal moto avvivator non fosse astretto.
     Il moto sol con multiforme azione
Dell’inerte materia il destin regge:
Governator degli elementi, e delle
Oziose, informi, inanimate cose,
Cui volve, e frena con invitte leggi
Equilibrando le discordi essenze,
L’opposte forze, e per secreto ordito
D’effetti, e cause rispondente intreccio,
Impenetrabil all’uman talento,
Al vasto generale ordin conduce
Fido ministro della causa prima.
Con armonica azione esso rotando
Va le celesti sfere, esso le nubi
In alto leva, e per gli aerei campi
Le vibra or gonfie di benigna pioggia,
Or minaccianti folgori, e tempeste,
Esso del cor dalle irritate fibre
Il caldo getta globoloso sangue,
Che serpeggiando si dirama, e fugge
Per le arterie pulsanti, e per le vene
Divergenti ritorna al core, e intanto
Co’ sughi espressi, e i ben discreti umori
Innaffia, e stende la flessibil carne,
Svolge, e dilata i modellati membri.