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     Felici voi, che con sì caldi amanti,
Donne, vi ritrovaste a quella etade,
115Dove per non aver doti bastanti,
Non invecchiava mai vostra beltade:
Nè con false lusinghe, e finti pianti
Vi cercavan por macchia all’onestade:
Ma con debito mezzo onesto, e grato,
120Godeano il fior da lor tanto bramato.

     Già dall’orto all’occaso Amor lasciava,
Del suo invitto valor chiari trofei;
Sull’are il foco pio morto restava,
E la religion degli altri Dei:
125La vittima a lui sol si consacrava,
E l’odorato incenso de’ Sabei;
Ed era ancor per dilatar più il regno,
S’alla gelosa Dea non venia a sdegno.

     Giunon d’invidia, e di superbia piena,
130Di rabbia, di furor, di gelosia,
Veggendo Amor condotto alla terrena,
E prima alla celeste monarchia;
Tal cordoglio ne sente, e sì gran pena,
Che ad implacabil sdegno apre la via;
135E perchè vendicarsi alfin conchiude,
Nella segreta camera si chiude.