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     Questa non lunge un chiuso fonte ombroso
Di pietra natural nel sen ritiene,
A le fere, agli augelli, a i greggi ascoso,
Nè bifolco o pastor lì presso viene.
405Tutto è d’intorno vagamente erboso;
E da i raggi del Sol difeso il tiene
Il natio speco che ricopre l’onda,
Che secco ramo non la turbi o fronda.

     Popoli, lauri, e verdi piante altere
410Fan ricca intorno la riposta valle;
È dipinto il terren di vaghe schiere
Di bianche violette perse e gialle,
D’erbe, di rose e fior mille maniere
Cingon ridenti le frondose spalle;
415E le fresche onde, che irrigando vanno,
Immortal vita a primavera fanno.

     Non così tosto l’amoroso loco
Il vago cacciator da presso vede,
Che per levar da se l’estivo foco
420Vicino al fonte a riposar si siede,
Dio ringraziando, e si rivolge in gioco
L’avuto affanno alle selvagge prede,
Che ’l ben gustato dopo ’l tempo rio
Copre il passato mal di dolce obblio.