Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/341


il fiore 335

CCVIII

Lo Schifo e Franchezza.

     La lancia a pezzi a pezzi ha dispezzata,
e po’ avvisa un colpo ismisurato,
sí che tutto lo scudo ha squartellato;
4Franchezza sí è in terra rovesciata.
E que’ de’ colpi fa gran dimenata,
e la bella merzé gli ha domandato;
sí ch’a Pietá ne prese gran peccato:
8verso il villan sí s’è addirizzata,
     e con uno spunton lo gí pungendo,
e di lagrime tuttora il bagnava;
11il sí che’l villan si venia rendendo,
ch’avviso gli era ched egli affogava.
Allor Vergogna vi venne correndo,
14perché lo Schifo, soccorso! gridava.

CCIX

[Vergogna, Pietá, Diletto.]

     Vergogna sí venne contra Pietate,
e molto fortemente la minaccia,
e quella, che dottava sua minaccia,
4sí s’apparecchia a mostrar sua bontate,
ché ben conosce sua diversitate.
Vergogna a una spada la man caccia,
sí disse: «I’ vo’ ben che ciaschedun saccia
8ched i’ te pagherò di tue derrate».
     Allora alza la spada a lei fedire,
ma Diletto sí venne a lei atare,
11e di suo scudo la seppe coprire;
e poi si torna per lei vendicare:
ma Vergogna sapea sí lo schermire,
14che que’ no lla potea magagnare.