Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/302

296 poemetti allegorico-didascalici

CXXX

Come Falsembiante andò a Malabocca.

     Falsosembiante, sí com’om di coro
religioso e di santa vita,
s’apparecchiò, e sí avea vestita
4la roba frate Alberto da gir soro.
Il su’ bordon non fu di secomoro,
ma di gran falsitá ben ripulita;
la sua scarsella avea pien’e fornita
8di tradigion, piú che d’argento o d’oro;
     ed una bibbia al collo tutta sola
portava: in seno avea rasoio tagliente,
11che ’l fece fabbricare a Tagliagola,
di che quel Malabocca maldicente
fu po’ istrangolato, che tal gola
14avea de dir male d’ogne gente.

CXXXI

Malabocca, Falsembiante e Costretta-Astinenza.

     Cosi n’andaro in lor pellegrinaggio
la buona pellegrina e ’l pellegrino;
ver Malabocca tenner lor cammino,
4che troppo ben guardava su’ passaggio.
E Falsembiante malizioso e saggio
il salutò col capo molto chino,
e sí gli disse: «I’ son mastro divino,
8sí sian venuti a voi per ostellaggio».
     Malabocca conobbe ben Sembiante,
ma non ch’e’ fosse Falso; sí rispuose
11ch’ostel darebbe lor: «Venite avante».
Ad Astinenza molto mente puose,
ché veduta l’avea per volte mante;
14ma per Costretta giá mai no lla spuose.

14