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18 PE^ÌSACI, GIACOMIKO!

landò il Direttore, con la polvere che gliene viene addosso, il direttore diventasse lui!

ClNQUEMANI

sentendo ridere Lillina.

Ah, tu ci ridi? Vuoi vedere che vi prendo a sco- pate tutt'e due?

Rivolto alla moglie che è rien- trata in classe.

Chiudi codesta porta, mentre spazzi, arruffona, e apri la finestra, se no tutta la polvere si butta qua nel corridoio e tocca mangiarmela a me!

Alla figlia. Subito in quarta, vossignoria!

Lillina.

In quarta, no, mi sento soffocare! Ci vada lei, mi faccia il piacere ! Io farò qua il Gabinetto, com'ho fatto sempre.

ClNQUEMANI.

Ma non vedi che c'è ancora dentro il professore? |

Lillina.

E lei glielo dica, che esca! Che sta a farci an- cora? Possiamo aspettar lui?

ClNQUEMANI.

E quest'è giusto!

Venendo innanzi alla porta del Gabinetto.

Professore! E clie fa lei, scusi, ancora lì? Se ne vada, santo Dio, che dobbiamo far la pulizia!... Non basta il tempo che ci lia fatto perdere? — Che dice?... A me? Perchè? — E che vuole? Vuol parlare con me ?... Ma non mi faccia perdere altro tempo!... Clie mi vuol dire? Che?

Entra nel Gabinetto. Lilli- na, impaziente, sbnfta; fa gesti di rabbia; guarda l'orologino, e