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IV.


“Crederà adesso che quel mostro sia il mio amante! N’è capace„ — pensava Marta, dopo cena, richiusa in camera.

E diceva a sè stessa proprio così: il mio amante, poichè come tale il marito le aveva già affibbiato un altro, quell’altro! Ma quanto più obbrobriosa adesso le sembrava questa parola, riferita al Falcone!

Voleva egli dunque prendersi una nuova vendetta, esasperato dal disprezzo di lei? La minaccia era esplicita, nella lettera di Anna Veronica.

Un nuovo scandalo.... Ma le prove? Oh Dio, quel mostro.... sì, era probabile che gliele avrebbe offerte lui, quel mostro, le prove, se si fossero incontrati un’altra volta per via.... Qualche scenata.... e il nome di lei su pe’ giornali accanto a quello del Falcone....

Marta si torceva le mani dalla paura, dallo schifo, smaniando senza requie; e a Maria che, intanto, nella stanza attigua, leggeva sul piano-