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Anche a lei, forse, era arrivata la notizia dello scandalo. Che ne pensava? Nessuno poteva saperlo, tranne il fuoco del camino, acceso d’estate e d’inverno, nel quale ella — diceva il Pentagora — voleva incenerire tutte le corna della famiglia, e non ci riusciva.

Per parecchi giorni Rocco non volle vedere, neppur da lontano, il padre. Niccolino gli teneva compagnia, gli offriva uno sfogo, da buon fratello.

— Non bastava, non bastava averla scacciata? M’ero vendicato.... Bastava! Ma no: le muore il padre, per giunta. Non dico che ci abbia avuto colpa io; ma certo in qualche modo vi ho pure contribuito; muore il bambino; anche lei è stata per morire; si rialza a stento dalla malattia; e lui, vigliacco, va a farle sotto gli occhi quella scenata infame! Perchè insultarla ancora? Chi glien’aveva dato l’incarico? Vigliacco! Vigliacco!

E si torceva le mani dalla rabbia.

Intanto le notizie di giorno in giorno peggioravano. La conceria, chiusa; Paolo Sistri, scappato (e la gente lo incolpava d’aver rubato dalla cassa quel che poi non c’era). La miseria, dunque, batteva alla porta delle tre povere donne abbandonate. Come avrebbero fatto? Sole, senza ajuto, mal viste da tutto il paese?

E la notte a Rocco pareva di vedersi comparire dinanzi la figura gigantesca di Francesco