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SONETTO



Qui dove il vincitor rinchiuse il vinto,
     Qui dove il debitor scontò la sorte,
     Qui dove il reo catene ebbe e la morte,
     O stava forse l’innocente avvinto;

Qui, degli antichi fati il duolo estinto,
     Al sollazzo, al piacer s’apron le porte,
     E l’ore, eterne un dì, fannosi corte,
     E gaudio e riso in fronte ha ognun dipinto.

Ama fortuna di mutar sua faccia,
     E pianto e riso avvicendare: incerto
     È il suo durar, se mai lieta s’affaccia.

Non ti fidar di lei; doman ripianta
     Triboli e spine ov’or ti mostra aperto
     Cammin fiorito, che seduce e incanta.


DI SEBASTIANO CIAMPI.