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Cicerone, il quale parere fu adottato dal P. Coronelli, e Gabino Leto asserì essere stato fondato da’ Nipoti di Noè, e conteggiò sino l’epoca della di lui origine. Ma io credo, che prese il nome da Calle, cioè strada silvestre de’ pastori. Varrone disse1: qui in callibus versantur, et per calles silvestres longinquas solent concitari in aestiva, ey hyberna, e Cicerone2: atque aestatem integra nactus, Italiae calles, et pastorum stabula praedari coepisset. Il Re Pippino donò Cagli alla S. Sede, come ci attesta Anastasio Bibliotecario. Carlo Magno, Ludovico Pio, ed Ottone ne confermarono la donazione. Monsign. Marino Marini riporta una lettera di Federico II diretta a’ nobili di Cagli3, e raccolse dagli Archivj segreti del Vaticano 117 documenti relativi a Cagli, come mi disse, collezione molto onorevole per tale Città. Ebbe i suoi antichi Vescovi: Greciano è il primo, di cui ci sia giunta notizia, il quale intervenne al Concilio Riminese contro gli Ariani, e S. Ilario Papa celebra la di lui dottrina, e zelo a favore della fede Cattolica: cum apud4 locum Ariminensem Episcoporum Synodus fuisset collecta, et tractatum fuisset de fide, et sedisset animo quid agi deberet, Graecianus Episcopus a Calle dixit. Quantum decuit, Fratres charissimis, sancta Synodus patientiam habuit etc.

AD INTERCISA VIIII. L’itinerario Gerosolimitano ha Mutatio Intercisa M. IX. L’Anonimo Ravennate parimenti dice intercisa. Claudiano nel sesto Consolato di Onorio canta:

Despiciturque vagus praerupta valle Metaurus,
Qua mons arte patens vivo se perforat arcu,
Admittitque viam sectae per viscera rupis.


Presentemente chiamasi il Furlo, che non è altro, che un monte di sasso vivo, che da Vespasiano fu fatto scavare per agevolare la via Flaminia, la quale passa en-

  1. De re rust. l. 1. c. 10
  2. pro Sext. c. 5
  3. Nuovo esame etc. p. 92.
  4. Labbè in Conile.