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ab ovo. 13

dama, essi pure sarebbero rimasti male se due minuti dopo saliti in carrozza avessero udito il capitano Reggini di Nizza cavalleria, famoso cinico, affrontar sotto gli ippocastani il prefetto, suo compaesano, a questo modo: “O che ci faceva Lei, commendatore mio, fra quella vecchia scatola e quel coperchio? Per causa sua non combaciavano!„


II.

La marchesa Nene non si trovò col marito sola e sicura dalle curiosità domestiche se non assai tardi nel dopopranzo, poco prima dell’ora di conversazione. “L’ovo!„, diss’egli umile umile, quando sua moglie lo interrogò con un lugubre cipiglio. “Tasi, xe vero, lo go tolto mi. No magnarme, son andà in oca. Cossa vustu? Son andà in oca„. Egli offerse, nella sua mansueta virtù, una confessione pubblica in cucina. “Sempiezzi!„, brontolò la moglie, accigliata. Il marito, molto superiore a lei di cultura e molto inferiore d’animo, largamente fornito di ambizioni a lei sconosciute, sapeva camminar bene certe mobili vie delle nuvole e anche certe altre vie sotterranee, certe gallerie elicoidali che potevano condurre piano piano su qualche cima dominatrice il suo carico di desiderî