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eclissi. 175

cevano alcun rimprovero di un amore che, soddisfatto secondo il desiderio suo, le riempiva l’anima di bontà. Sapeva di non toglier niente alla moglie di Piero e il suo scetticismo circa le illusioni del sentimento, il forte, lucido intelletto della realtà non le consentivano rimorsi per un’offesa che, non potuta sentire, non era offesa.

L’immagine squallida della Demente non si affacciava mai alla sua coscienza. Aveva ben pensato, una volta, che la madre di lei soffrirebbe molto, se sapesse; ma vi era nella vita, secondo il suo vedere, un Ineluttabile e questi dolori ne facevan parte. Anche l’amore procedeva dall’Ineluttabile. Perchè si era ella innamorata di Maironi? Per i pregi del viso e dello spirito? No, per un che negli occhi suoi. Le avevano molto parlato, sì, di questo giovine intelligente, colto, generosissimo, pio, infelice; le avevano ispirata molta curiosità di conoscerlo, particolarmente di sapere se egli amasse ancora sua moglie; ma soltanto quel Che misterioso l’aveva presa. Era ella forse delle infinite cui basta venir guardate due volte da un uomo non vecchio, non brutto, non inelegante, per sentirsi attratte? Neppur questo; molti uomini le avevano ispirato simpatia conversando con lei, s’era compiaciuta di molte ammirazioni, non sempre aveva sdegnato le dolcezze d’una lieve civetteria,