Pagina:Piccolo Mondo Antico (Fogazzaro).djvu/372

368 parte ii - capitolo ix

sposa; che lo sposo era Michele Steno e che lo zio Piero si stava mettendo cotta e stola per celebrar lui il matrimonio e che Michele Steno si alzò dall’inginocchiatoio per venirmi a dire: «Sì, tutto va bene, ma e la dote? E la dote?».

Maria mia dolcissima, verrà pure per te il gran giorno della dote; quand’anche tu tenessi allora in serbo molti pezzi d’oro sopra lo scudo d’argento, avresti tuttavia lo scudo più caro!


14


Il Fante di bastoni è in pericolo di essere licenziato dal suo principale per le condizioni veramente miserevoli del suo vestito. Il Fante è per verità uno sciupone e non ha ancora appreso, duris in rebus, a maneggiare una spazzola; ma insomma gli altri sapienti hanno deciso che non faranno colazione per una settimana ond’egli si possa rimpannucciare. Vedi bassezza del cuore umano! Il Fante si è sbracciato a ringraziare e poi si disponeva a far colazione lui, come se nulla fosse. Questo gliel’abbiamo proibito. Così oggi invece di andare al «Mal de stomi» passammo una mezz’oretta sulla via del Po, verso il Valentino, a veder l’acqua scendere. L’Udinese portò seco il flauto, perché ad una colazione ideale dove si offrivano le più trimalcioniane idee di cibi e di bevande, la musica non poteva mancare. Egli aveva una lettera de’ suoi con magnifiche proposte di ritorno all’ovile. Persino il cavallo da sella gli offrono. Ci narrò di