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CAPITOLO V.


Il bargnif all'opera.


La mattina seguente, Pasotti, preso il caffè e latte e meditato il piano di caccia fino alle dieci e mezzo, fece venire la signora Barborin, che dormiva in un’altra camera perchè al Controllore, ella lo chiamava umilmente così, dava noia il suo russare. «El ga reson», diceva la povera sorda, «l’è on gran malarbetto vizi che goo.» Ella era più vecchia di suo marito, lo aveva sposato in seconde nozze, per tenerezza di cuore, portandogli alcuni quattrini cui egli aveva mirato da un pezzo e che ora si godeva. Il Controllore le voleva bene a modo suo, la costringeva a visite, a gite in barca, a passeggiate sui monti, ch’erano un supplizio per lei, si burlava della sua sordità, la mandava fuori coperta di seta e di piume e in casa la faceva lavorare come una fantesca. Malgrado tutto ella riveriva e