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288 il primo viaggio d'amore


A diciassette anni Furio non vedeva che la faccia pallida e gli occhioni dell'Ida - una signorina sedicenne, la quale con la mamma e con la sorella maggiore abitava, per la stagione dei bagni, l'appartamento di fronte a quello di Furio.

La vedeva quando c'era (un fotografo amico delle signore aveva arrischiato dopo molte suppliche la presentazione del giovanetto), ma più specialmente quando non c'era.

Nei pomeriggi lunghi estivi partiva dall'appartamento di fronte una voce da mezzo soprano che cantava con la titubanza di chi teme di far soffrir l'aria:

Alfredo, Alfredo,
Di questo core
Non puoi comprendere
Tutto l'amore.

Ma verrà giorno
In che il saprai....
Com'io t'amassi
Confesserai....

La ripresa “Ma verrà giorno„ era così straziante che Furio non poteva più star fermo; si cacciava le unghie nella carne, poi correva su all'ultimo piano e bussava alla porta di Cecco.

- Oh, Cecco, Cecco, per carità suonami quella romanza del Guarany!