Pagina:Piccole storie del mondo grande - Alfredo Panzini - 1901.djvu/111


le ostriche di san damiano 99

meravigliosa psiche alle turbe estatiche: ed era un cameriere!

Il quale mi seguì, mi tolse il pastrano, il cappello, il bastone, mi guidò presso un tavolo appartato e quasi libero, perchè vi erano solo due inglesi silenziosi, intenti a mangiare, ma con tanto garbo che parevano inghiottire delle pillole del farmacista.

Dicevano ogni tanto yes, e io non poteva a meno di meditare come questa gente inglese che mangia con tanta delicatezza e pudore, divori poi con tanta ingordigia nazioni e popoli.

Come mi fui seduto, il cameriere, stando a me di fronte e posando a pena le palme sul tavolo, disse:

- Vuol cominciare con un assaggio di pâté coi tartufi? È stato tolto dal gelo in questo momento. Lo troverà squisitissimo. - Veramente non disse «squisitissimo»: disse «splendido»: anzi io ho ancora nell'orecchio il ronzio di questa parola che egli ripeteva ad ogni frase.

- Cominciamo com'ella dice! - risposi io.

- E vino quale desidera? V'è del Barolo in bottiglia che è molto buono.

- Non ne dubito, ma a me basta un poco di vino comune.

- Va benissimo.