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città e della valle inferiore tiberina. Una diramazione di quella strada sarà diretta al bastione di Paolo III, la spianata del quale costituirà un belvedere e un pubblico giardinetto, aggiungendo ornamento alla naturale bellezza dell’Aventino. Il quale per la sua elevatezza e dopo che avrà ricevuto i benefizi della fognatura, dell’alberatura, di copiosa acqua potabile, dei fuochi e del movimento, non potrà non riuscire anche uno dei più salubri quartieri di Roma.


Prosecuzione della via Nazionale fino a Ponte S. Angelo.


La legge sul concorso governativo nelle opere edilizie di Roma obbliga il Comune a proseguire la via Nazionale dalla via del Plebiscito, dove è già pervenuta, fino a Ponte S. Angelo, e prescrive altresì, che abbia larghezza normale di metri 20, uguale cioè a quella adottata fra la Piazza Magnanapoli e la Piazza SS. Apostoli. Questa strada era già segnata fra le arterie principali nel piano regolatore del 1873, e il Consiglio l’aveva approvata. L’approvó di nuovo per il primo tronco fino alla Piazza S. Pantaleo nella seduta del 31 Maggio 1880, indipendentemente dal piano regolatore, e prima della legge sul concorso governativo; essendochè se ne riteneva ad ogni modo urgentissima l’esecuzione, come altresì lo iniziamento della diramazione verso Ponte Sisto, e l’allargamento della via della Cuccagna verso la Piazza Agonale, per provvedere intanto all’affollato e pericoloso transito nelle attuali strade, fino ad un punto, ove almeno la corrente del