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Garibaldi ne sospettò — credendolo organo di Cavour, avente missione di moderarlo — e lo allontanò. Nondimeno, Malenchini prese una parte attiva a tutti i fatti dell’esercito meridionale. Egli si distinse per sagacia e bravura nella giornata del Volturno. All’indomani, tutti ricevettero un avanzamento.... Malenchini restò colonnello.... ma agli avamposti, sulle sponde del fiume, sempre in faccia al nemico per tutto un mese! Ciò basta. Questa ingiustizia deve pesare sul cuore del lione di Caprera.

Malenchini ha sempre fatta la guerra a spese sue; mai non toccò soldo. Egli è uno di quei quattro o cinque uomini che il conte di Cavour stimava. Malenchini non si mostra mai, avvegnacchè abbia provato che egli sa parlare, e ben parlare, al bisogno. Io non ho che un rimprovero ad indirizzargli, quello di aver votato contro l’ordine del giorno di Garibaldi, quando si discusse la sorte dell’esercito meridionale. Molto istruito nelle lettere e nella storia, ha vedute giuste, ma troppo moderate. Malenchini vota col Ministero, ad ogni costo — quando questo è fra i suoi amici, nelle sue idee.

Ecco la destra. Ma io lascio nella mia penna delle specialità rilevanti. Io indicherò i tratti generali, lo spirito, la forza, la portata, le tendenze di questi trecentocinquanta deputati, riuniti in corpo politico, agendo in massa, sotto il soffio di passioni o di sentimenti politici; io vi segnalerò la loro tattica nel combattimento, la loro disciplina alla voce del Ministero; io vi dirò cosa vi