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(14) Il sig. Cuvier, parlando de’ quadrupedi annovera ventidue specie perdute, affatto differenti da quelle, che ora noi conosciamo. Ed altri naturalisti hanno trovato un numero incomparabilmente maggiore di specie d’animali marini, de’ quali non esistono più i prototipi, se non se nella classe degli impietrimenti.

(15) Habitant hæc (Hammonites a-t) totidem distinctæ species procul dubio in abysso pelagi inter deperditas numeratæ, nec testæ in ullo museo visæ (Linneus nell’opera sopracitata Tomo III. pag. 162).

( 16 ) Appunto per distinguere le une dalle altre si è convenuto comunemente fra i naturalisti di chiamare conchiglie Pelagiche quelle, che vivono nel più cupo fondo del mare, e Litorali quelle, che si hanno non molto lungi dal lido, o certamente a mediocre profondità.

(17) Il sig. Desaillier d’Argenville, parlando della scoperta del sig. Bianchi, dice che » il primo, il quale ci abbia fatto conoscere i Corni d’Ammone microscopici fu il signor Bianchi, che li trovò sulle spiagge marine di Rimini unitamente ad altri nautili parimente microscopici. « E cita la figura de’ medesimi nell’Index Testac. del Gualtieri. Secondo poi esso sig. d’Argenville se ne sono trovati di alquanto più grandi nelle sabbie del Berghen in Norveggia, come dice anche Hoffmann (Conchyliologie Desaillier d’Argenville T. I. p. 606-731.)

(18) La figura de’ nostri Belenniti coincide perfettamente colla descrizione, che di questa fossile conchiglia ci somministra il Dictionnaire d’Histoire Naturelle, in 24 vol. in 8.° Paris an XI ― 1805 ― all’articolo Belenniti.

(19) Nel suo Systema Mineralogicum etc. Tom. II. observat. 3. pag. 449.