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alla presenza di tanti onorandi magistrati e cittadini festeggiamo il patto che unisce il popolo al suo monarca, se salutiamo l’aurora della libertà, testè apparsa in Italia, ne dobbiamo saper grado alle scienze che, diradando le fitte tenebre dell’ignoranza e de’ pregiudizi civili e morali, diffusero fra le nazioni la luce santa del vero. Amate dunque, o miei cari, il sapere, amate la scienza, dell’opere belle e grandi consigliatrice e maestra.

Presto avverrà che chiedendo voi di C. Beccaria nella capitale insubre, un cortese vi conduca là dove, sui ruderi della sciagurata casa che ospitava il carnefice, poserà il monumento del sommo benefattore degli uomini. Beandovi nel sublime aspetto del generoso italiano, vi rammenti quanto attende da voi la patria, e quanto cammino ci resti ancora a percorrere in questa gloriosa via del Vero e del Bene!


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