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quel poveruomo; si vede che l’interesse è il movente della sua vita. E come favoriva volentieri la tua riunione con la figliuola, come cercava di compiacerti! Chissà mai quali ricompense sperava! — aggiungeva ella con un sorriso perfido sulle labbra scolorate.

— Che anima bassa! — esclamò don Pio guardando fisso la principessa e strisciando le parole, quasi si compiacesse a sferzarla più lungamente con quell’insulto. Poi accese un sigaro e non disse altro.

Egli lasciò che la principessa ordinasse a Giorgio di fare i bauli senza opporsi e che stabilisse la partenza per la sera stessa.

— Occorrerà ordinare una cassetta per trasportare il quadro? — domandò Giorgio approfittando di un momento in cui il principe era solo.

— Non importa, lo riporterete a chi lo ha mandato, — e tracciò poche righe per il Rossetti sopra una carta da visita nelle quali diceva che non voleva privarlo di un ricordo di famiglia, e per questo glielo rimandava ringraziandolo.

— Che cosa hai scritto a quel tenero padre? — domandò la principessa entrando in salotto e vedendo che Giorgio portava via il quadro e una lettera.