Pagina:Perodi - Il Principe della Marsiliana, Milano, Treves, 1891.djvu/244


— 236 —

sieme armonioso di bontà ricostruiva il cuore di lei compassionevole, generoso, proclive al perdono.

— Maria, Maria, il suo perdono, la sua amicizia! — esclamava confortato.

Neppure parlando a sè stesso osava darle del tu, tanto la vedeva in alto, sul piedestallo che avevale eretto con la sua ammirazione.

Dopo quel lungo viaggio don Pio giunse a Venezia spossato; la forza morale lo aveva sostenuto, ma quella fisica era distrutta dall’inerzia, dallo scoraggiamento di quegli ultimi mesi di dolore.

Scendendo dal treno dovette appoggiarsi al braccio di Giorgio e farsi aiutare da lui per imbarcarsi in una gondola. All’albergo fu assalito da vertigini; gli pareva di morire; i mobili, le pareti della stanza giravano vorticosamente dinanzi ai suoi occhi come se un turbine spaventoso li sospingesse. Il desiderio di uscire, di cercar subito Maria e l’impossibilità in cui era di moversi, gli rendevano cento volte più angoscioso il suo stato. Pensava alla probabilità di ammalarsi, di non poterla rivedere, e se una malattia l’avesse inchiodato a letto, tutti avrebbero saputo dov’era, donna Camilla lo avrebbe raggiunto, avrebbe coperto d’infamia la dolce creatura....