Pagina:Perodi - Il Principe della Marsiliana, Milano, Treves, 1891.djvu/189


— 181 —

— È tutto pronto? — domandò.

— Tutto, — gli fu risposto.

— Allora fra cinque minuti che il teatro sia tutto illuminato, — e senza informarsi d’altro, senza aggiungere altro risalì per raggiungere il resto della comitiva.

— Si può fare a mosca cieca per ammazzare il tempo, — diceva il Suardi.

— Pazienza! — gridò il principe da lontano. — L’oracolo mi ha detto che fra meno di cinque minuti il miracolo si compirà e quando si pronunzieranno le solenni parole: Fiat lux, la luce si farà.

— Speriamolo, — rispose il Suardi. — Per ora è buio pesto, e in questo stato di cose non mi accorgo della differenza che passa fra il volto della signora Maria e quello del mio amico Sbarbati.

Era quello il soprannome affibbiato dal Suardi al Rosati e col quale gli rammentava continuamente che i baffi non volevano spuntargli.

— Qui potrei passare anche per barbuto come te, — rispose bonariamente Fabio.

Fiat lux, — disse il principe vedendo il filo delle piccole lampade elettriche, che incominciava a farsi incandescente.

Un istante dopo un’onda di luce siderea,