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non mancava però la perfetta educazione e la scienza di saper ricevere e di fare con garbo squisito gli onori di casa. Nessuno si sentì a disagio quella sera a pranzo a casa Urbani, neppure Maria, che metteva per la prima volta il piede in una casa aristocratica e conosceva allora tutta quella famiglia. La duchessa pure sapeva ricondurre la conversazione sugli argomenti che potevano interessare il Carrani e il Caruso, e avendo sentito dall’accento che Maria era veneziana, le parlava con entusiasmo di Venezia lodando la grazia e la cortesia delle donne di quella città.

L’intelligenza della duchessa, il suo talento d’assimilazione, che è un dono di razza e che quasi tutti i gran signori possedono, le teneva luogo di coltura, e, ragionando di politica, d’arte, di affari, ella non si trovava mai a corto di parole e d’idee; quella sera, in cui voleva fare effetto su tante persone nuove, seppe far valere tutte le sue qualità e destò un vero entusiasmo nel Carrani, nel Caruso e in Fabio Rosati, col quale aveva avuto frequenti abboccamenti nei giorni antecedenti.

Don Pio non badava alla madre; egli era sotto il fascino della bellezza di Maria, della sua freschezza d’impressioni, di quella ma-