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Trento si trova congiunta alla sorella Verona a mezzo di una via ferrata, che ora mette capo a Bolzano, destinata un dì a valicare il Brennero. Si sta apparecchiando la illuminazione a gaz, è avviato il condotto che fornirà a Trento una larga vena d’acqua potabile tanto desiderata e necessaria.

Quanto l’ingegno de’ Trentini sia flessibile a ogni maniera di studii lo palesa la serie degli uomini ragguardevoli che illustrarono in epoche diverse la patria. Per essere brevi accenneremo che la sola Università patavina dal 1441 in poi conta ventiquattro professori dati da Trento e suoi contorni. Celebri lo Slop per le sue scoperte astronomiche e Felice Fontana pei lavori anatomici, classici il Borsieri in medicina e lo Scopoli nello studio di cose naturali, sublime lo scultore Alessandro Vittoria, soavi le rime del Busetti e del Pompeati, valenti giureconsulti il Pilati, il Barbacovi, profondo nella storia patria Gio. Giacomo Cresceri, diligenti raccoglitori di cronache e documenti Bonelli, Tovazzi, Mazzetti, forbito scrittore in prosa e critico acuto Zajotti, Garzetti storico illustre, erudito archeologo Giovanelli, Cristofori studiosissimo di botanica e suo emulo il Facchini. Il gesuita Martini accurato descrittore del Celeste Impero, e il gesuita Manci, che ne seguì l’esempio, riportò dalla China mirabili oggetti. Trento vanta Jacopo Aconcio giureconsulto, teologo e filosofo onorato e stimato da Elisabetta regina d’Inghiltera, Sigismondo di Tono ambasciatore al sacro Concilio, Carlo Firmian governatore benemerito di Lombardia. Brillarono in gesta guerresche Giorgio Pietrapiana il vincitore della battaglia di Calliano (10 agosto 1471) Aliprando Madruzzo e cinque altri di sua famiglia, Paride di Lodrone generale de’ Veneziani, varii conti d’Arco, di Castelbarco, di Tono, e più che mai Matteo Galasso di Campo, duca di Nocera, maresciallo cesareo dal quale il Montecucoli prendeva consigli.