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184 camerati.

laceri, sanguinosi, senza chepì, che agitavano le braccia. Infine dei drappelli interi che rinculavano passo passo, fermandosi a far fuoco alla spicciolata, in mezzo agli alberi. Trombe e tamburi suonarono la carica. Il reggimento si slanciò alla corsa su per l’erta, come un torrente d’uomini.

Al Lucchese gli parlava il cuore: — che furia per quel che ci aspetta lassù! — Gallorini gridava: — Savoia! — E a Malerba che aveva il passo pesante: — Su le zampe, camerata! — Cammina! ripeteva Malerba.

Appena sulla vetta, in un praticello sassoso, si trovarono di faccia ai Tedeschi che si avanzavano fitti in fila. Corse un lungo lampo su quelle masse che formicolavano; la fucilata crepitò da un capo all’altro. Un giovanetto ufficiale, escito allora dalla scuola, cadde in quel momento, colla sciabola in pugno. Il Lucchese annaspò