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camerati. 177

rale, col berretto gallonato sino in cima, e le mani ficcate nelle tasche dello spenser. Lo stradale cominciava a biancheggiare, diritto, in mezzo ai campi ancora oscuri. Le colline sembravano spuntare ad una ad una nel crepuscolo incerto; e in fondo si vedeva un fuoco acceso, forse di qualche boscaiuolo, o di contadini che erano scappati dinanzi a quella piena di soldati. Gli uccelletti, al mormorio, si svegliavano a cinguettare sui rami dei gelsi che si stampavano nell’alba.

Poco dopo, a misura che il giorno andavasi schiarendo, si udì un brontolìo cupo verso la sinistra, dove l’orizzonte s’allargava in un chiarore color d’oro e color di rosa, come se tuonasse, e faceva senso in quel cielo senza nuvole. Poteva essere il mormorio del fiume o il rumore dell’artiglieria in marcia. Ad un tratto corse una

Verga. Per le vie. 12