Pagina:Per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.djvu/24


— 24 —


Quanto all’onere finanziario per lo Stato, faceva considerare l’on. Sindaco che sarebbe stato molto agevole concludere una operazione finanziaria, per ottenere i fondi, da restituirsi col sistema d’ammortamento.

Come già abbiamo esposto, la Cassa di risparmio di Firenze aveva dato sicura parola di intervenire, offrendo buoni patti.

Ma il Ministero della Pubblica Istruzione risollevava col nuovo Sindaco la difficoltà di costruire la Biblioteca sul terreno donato dal Comune.

In data 11 Dicembre 1889 scriveva l’on. Ministro Boselli al nostro Sindaco:

«Il disegno di costruire in Firenze un nuovo edificio che sia degna sede della Biblioteca Nazionale Centrale, sistemando nello stesso tempo il R. Archivio di Stato e le RR. Gallerie degli Uffizi, è di tanta e così evidente utilità che alla S. V. Ill.ma non può esser dubbio che io sia ancora animato dagli stessi sentimenti che già in proposito espressi alla Camera dei Deputati.»

Dichiarava quindi il Ministro della Pubblica Istruzione che si sarebbe presto attuato quel disegno, qualora all’area N. 17 si fosse aggiunta quella portante il numero 16, oppure se il Municipio avesse offerto nuovamente le aree 9 e 10; consentendo alla soppressione della Galleria a cristalli ed alla demolizione dell’antica casetta in via Porta Rossa.

Rispondeva l’on. Conte Guicciardini, il 20 Dicembre 1889:

«Il Comune mantiene la sua proposta di dare gratuitamente l’area offerta: quella del lotto 17, perchè per quest’area è studiato il progetto fatto dall’architetto Mansueti, fino dal 1887. Però non sarebbe alieno