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è pervenuto, un bisogno svelato agli uomini dalla condizione dei tempi, un grido della ragione, sentito da tutti que’ popoli che sanno di avere una Patria.

Volgete intorno lo sguardo a tutti gli angoli dell’Europa, e vedetene i popoli varj ansiosi di saper donde vengono, per poi meglio conoscere dove vanno. Scossi da dolorosi commovimenti, sentono essi l’importanza di collocare le massime della sociale economia sopra le basi dell’esperienza e del fatto, anzi che sul vano delle opinioni e dei sistemi, e cercano nella saggezza della scuola Storica un rimedio ai traviamenti e alle convulsioni prodotte dalle scuole dogmatiche. E perciò d’ogni intorno e le Nazioni e le Provincie e i Municipj chiedono le loro Storie; e Letterati e Accademie, e Governi e Principi vi danno opera, protezione e danaro; non già a fabbricare Storie, che quelle verranno dappoi; ma a disseppellire, raccogliere, illustrare, pubblicare i fondamenti dell’istoria.

E voi stessi, i quali ben sapete quanto importi d’interrogare gli andati tempi, sapete altresì che interrogar non si possono senza farli risorgere col dissotterrarne le ceneri; sapete che le più famose ed eleganti storiche narrazioni che vantar possano le Lettere e il Mondo, non sono tanto fedeli immagini degli umani avvenimenti, quanto invenzioni meravigliose, ricavate si dagli avvenimenti, ma rimpastate e rabbellite dalla potente fantasia di splendidi raccontatori. Omero ed Erodoto, Virgilio e Livio bastano a far risuonare il nome della Grecia e di Roma in tutti gli angoli della terra sino alla fine dei secoli. Gli umili primordii di quelle magne nazioni sono resi ammmirandi da un’aureola di luce poetica, che confonde i loro fasti con quelli del Cielo, ed eleva i rudi lor fondatori alla condizione de-