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gliela e prenderlo con le mani sul fatto, e che lui lo sapeva, perché una notte Talino gli aveva parlato nel sogno, e dunque lo mantenessero se no parlava anche lui. Pieretto era il suo genere spaventare la gente. Ma Pieretto a quell’ora sarebbe stato all’Eliseo con Michela, e non dietro una stalla a combinare per un piatto di minestra e ringraziarli ancora che gli facessero vedere la macchina.

Difatti il vecchio apre il portone della stalla e camminiamo sul cemento e arriviamo sotto una tettoia dove faceva già notte, e s’intravede un gabbione di legno, grosso come il baraccone della fiera. Mi fermo a guardare, e intanto il vecchio prende un bastone e spalanca uno sportello che dava sulla collina. Oltre tutto, la macchina aveva le ruote.

— Roba vostra? — dico, piegando la testa.

— Ve ne intendete? — fa il vecchio.

— Conosciuta una macchina, si conoscono tutte. Va a benzina?

Fortuna che il vecchio gettava il bastone e non mi sente.

— Qui c’è quella di ferro, — dice, e gira intorno alla baracca.

Allora giro anch’io e vedo, dietro, una motrice a vapore. Era un affare a trasmissione. Dico subito: — Avete le cinghie?

C’erano le cinghie e c’era tutto. Intanto arriva Talino, e si fermano sulla porta due o tre bambini. Qualcuno diceva all’altro: — Esce la macchina, esce la macchina —. Dalla stalla si sente un fracasso di catene e le musate di un bue nella greppia, e viene la voce di una donna giovane perché là, quando il fratello è in prigione, sono le donne che governano le bestie.

— Sembra buona, — dico al vecchio, che mi guarda.

— Bisogna pulirla, — fa lui.

— E perché la tenete nella stalla? La mantenete a fieno?

Intanto dietro a Talino escono due donne, col fazzoletto rosso in testa.

Allora batto la mano sulla motrice e faccio: — Lasciate fare a me. Di queste more me ne intendo. C’è il manometro? Sí. Domani con la luce verifico. E vedrete che andrà come una sposa.

— Per san Pietro comincio a piazzare, — fa il vecchio, convinto.

Non sapevo quand’era san Pietro né cos’era piazzare, ma faccio l’occhio a Talino e m’incammino nella stalla. Il vecchio chiude lo sportello in alto e le donne corrono via. Usciamo sull’aia con quei ragazzi nei piedi, e meno male che veniva sera e anche dalle colline il sole se ne andava.


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