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retto in dentro un fosso. Ulisse, 4° verso: che si stringe una spaila corretto in che si stringe una guancia. Avventure, 3a lassa, 2° verso: che fiuta ’sto corpo corretto in che fiuta il suo corpo.

10. Le poesie inedite.

Le poesie completamente inedite che pubblichiamo sono ventinove.

Canzone, Il ragazzo che era in me, Alter ego, le Due poesie a T. sono state trovate in minute molto disordinate; il testo ne è stato stabilito da noi.

Un gruppo di poesie era stato conservato da P. in stesure definitive, scritte a mano o a macchina, nella cartella «Racconti e poesie inediti». Esse sono: Il vino triste [1°], Estate di San Martino, Pensieri di Dina, Lavorare stanca [1°], Gente non convinta, Fine della fantasia, Gelosia [1°], La pace che regna, Altri tempi, Poetica, Paesaggio [1938], piú La casa (già pubblicata postuma), e le undici Poesie del disamore di cui parliamo piú avanti. Sui dattiloscritti l’A. aveva segnato a matita, evidentemente a memoria, l’anno o la stagione, spesso con punto interrogativo; in alcuni casi abbiamo ritrovato una datazione piú precisa sulle minute, che P. conservava insieme a quelle delle poesie pubblicate in Lavorare stanca.

11. Le «poesie del disamore».

Il frontespizio d’un fascicoletto di undici fogli scritti a macchina porta scritto: Poesie | del disamore | (1934-1935) | Cesare Pavese, e, sopra, a matita, di pugno dell’A.: (il piú organico degli scarti precedenti).

Di quasi tutte queste poesie esiste il manoscritto definitivo e la minuta. L’indicazione della data talora varia tra minute, manoscritto definitivo e dattiloscritto; nelle nostre note abbiamo come sempre scelto l’indicazione piú attendibile.

Le undici Poesie del disamore sono: Il vino triste [2°], Creazione, Ritorno di Deola, Abitudini, Estate [1°], Sogno, L’amico che dorme, Indifferenza, Gelosia [2°], Risveglio, Due.

A parte le prime due, che datano dal 1934 e 1935, si tratta di poesie scritte nel periodo che segue il ritorno dal confino, quando la vena che aveva sostenuto fin qui la produzione poetica di P. entra in crisi. Di questa crisi creativa — contemporanea all’esasperazione della sua crisi amorosa piú grave, ma anche al prevalere in lui dell’atteggiamento di coscienza critica su quello di scoperta poetica — testimonia ampiamente il diario Il mestiere di vivere. E quando, in data 30 dicembre 1937, egli scrive nel diario d’avere in quell’anno «risfiorato la poesia-sfogo e vinto», è certamente a questo gruppo di poesie che egli si riferisce.

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