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no anche tu saprai questo, e salirai sopra una rupe. Ma io, Eracle, morire non posso. Nemmeno tu, del resto, morirai.

eracle   Che dici?

prometeo   Ti rapirà un dio. Anzi una dea.

eracle   Non so, Prometeo. Lascia dunque che ti sleghi.

prometeo   E tu sarai come un bambino, pieno di calda gratitudine, e scorderai le iniquità e le fatiche, e vivrai sotto il cielo, lodando gli dèi, la loro sapienza e bontà.

eracle   Non ci viene ogni cosa da loro?

prometeo   O Eracle, c’è una sapienza piú antica. Il mondo è vecchio, piú di questa rupe. E anche loro lo sanno. Ogni cosa ha un destino. Ma gli dèi sono giovani, giovani quasi come te.

eracle   Non sei uno di loro anche tu?

prometeo   Lo sarò ancora. Cosí vuole il destino. Ma un tempo ero un titano e vissi in un mondo senza dèi. Anche questo è accaduto... Non puoi pensarlo un mondo simile?

eracle   Non è il mondo dei mostri e del caos?

prometeo   Dei titani e degli uomini, Eracle. Delle belve e dei boschi. Del mare e del cielo. È il mondo di lotta e di sangue, che ti ha fatto chi sei. Fin l’ultimo dio, il piú iniquo, era allora un titano. Non c’è cosa che valga, nel mondo presente o futuro, che non fosse titanica.

eracle   Era un mondo di rupi.

prometeo   Tutti avete una rupe, voi uomini. Per questo vi amavo. Ma gli dèi sono quelli che non sanno la rupe. Non sanno ridere né piangere. Sorridono davanti al destino.

eracle   Sono loro che ti hanno inchiodato.

prometeo   Oh Eracle, il vittorioso è sempre un dio. Fin che l’uomo-titano combatte e tien duro, può ridere e