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108 | i fuochi |
giusta, le nuvole già c’erano; qui bisogna scannare qualcuno». E tanto fa che la gente decide di pigliarsi Atamante e bruciarlo. Preparano il fuoco, lo accendono; conducono Atamante legato e infiorato come il bue, e quando stanno per buttarlo nel falò il tempo si guasta. Tuona, lampeggia e viene giú un’acqua da dio. La campagna rinasce. L’acqua spegne il falò e Atamante, buon uomo, perdona tutti, anche la moglie. Stai attento, ragazzo, alle donne. È piú facile conoscere la serpe dal serpe.
figlio E i figlioli del re?
padre Non se n’è piú saputo niente. Ma due ragazzi come quelli avran trovato da far bene.
figlio E se a quel tempo erano giusti, perché volevano bruciare due ragazzi?
padre Scemo, non sai cos’è canicola. Io ne ho viste e tuo nonno ne ha viste. Non è niente l’inverno. L’inverno si pena ma si sa che fa bene ai raccolti. La canicola no. La canicola brucia. Tutto muore, e la fame e la sete ti cambiano un uomo. Prendi uno che non abbia mangiato: è attaccabriga. E tu pensa quella gente che andavano tutti d’accordo e ognuno aveva la sua terra, abituati a far bene e a star bene. Si asciugano i pozzi, si bruciano i grani, hanno fame e hanno sete. Ma diventano bestie feroci.
figlio Era gente cattiva.
padre Non piú cattiva di noialtri. La nostra canicola sono i padroni. E non c’è pioggia che ci possa liberare.
figlio Non mi piacciono piú questi fuochi. Perché gli dèi ne hanno bisogno? È vero che una volta ci bruciavano sempre qualcuno?
padre Andavan piano. Ci bruciavano zoppi, fannulloni e insensati. Q bruciavano chi non serviva. Chi rubava sui campi. Tanto gli dèi se ne accontentano. Bene o male, pioveva.