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Agonia di una Repubblica


Cronologia storica


Il morbo infuria,
Il pan ci manca!
Sul ponte sventola
Bandiera bianca!



I pochi vecchi superstiti, i quali hanno la fortuna, o la disgrazia, di sopravvivere al volo di oltre mezzo secolo di eventi, ricorderanno gli epici giorni del 1848, quando, al grido di Viva Pio IX, s’intrecciavano ai tre colori del Labaro italiano i due colori bianco e giallo del Labaro papale. Ricorderanno lo scoppio irrefrenabile di entusiasmo con cui, dall’Alpi retiche alle Nebrodi estreme, si salutava l’apparizione del Vicario di Cristo in terra, che aveva impugnata in quei giorni la spada radiosa dell’Angelo della redenzione italica. Ricorderanno, se regge loro la mente, come davanti a Lui si prosternassero i cuori, le menti, le ginocchia dei popoli di tutte le terre d’Italia; come, calde di una novella fede, sciogliessero voti, ergessero busti e monumenti, a gloria e onore del papa rivoluzionario; l’effigie sorridente del quale, pinta in tela, miniata in avorio, fusa in argento ed oro, veniva adorata e benedetta come quella di un santo liberatore. E armille, e medaglie, e altri gingilli, ornavano in quei momenti il petto degli uomini, il seno delle donne; amuleti sacri di patria salute. E dappertutto, inni al Pontefice e alla Croce!

Ma — ahimè! — dopo pochi mesi, alla gioia, all’entusiasmo, succedevano il disinganno e il dolore!... Succedeva l’odio all’amore! Perocchè Pio IX, costretto da crudeli esigenze politiche, e, più ancora, dalla minaccia di uno scisma fra cattolici dell’Austria, dovette ripiegare la bandiera, segnacolo di libertà, ringuainare la spada vendicatrice, raccogliersi taciturno