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36 traduzioni e riduzioni

voglio pregare quest’uomo di lutti, quest’uomo di sangue,
voglio vedere se gli anni rispetti e commiseri un poco
questa vecchiaia: ancor esso ha suo padre così come io sono,
Pèleo, che lo generò, l’allevò perchè fosse la morte
nostra; ed a me maggiormente portò sopra tutti sventura:
tanti figliuoli son già che m’uccise nel loro fiorire!
Ma di quei tutti non tanto mi piango, sebbene mi dolga,
quanto d’un solo, il cui spasimo acuto vuol trarmi al sepolcro:
d’Ettore: almeno egli morto mi fosse così tra le bracciaI
che ci saremmo satolli di piangerlo e di lamentarlo
questa sua madre, che lo partorì, oh! la misera! ed io
     Questo piangendo dicea: rispondevano gli uomini al pianto.
Ecuba allora alle donne intonava il lamento di morte:
“Figlio... oh! me misera, a che ho da vivere, in tanto dolore,
ora che morto sei tu? che le notti ed il giorno facevi
dentro le mura il mio vanto, e per tutti, Troiani e Troiane,
eri la gioia e la vita, ed al tuo presentarti, eri dio!
Oh! si davvero che grande, ben grande, eri gloria per loro,
quand’eri vivo; ma ora la morte e il destino t’ha preso!„


nella casa dell’ucciso

     Questo piangendo diceva. E la moglie non anche sapeva
d’Ettore, poi che nessun messaggero verace le aveva
annunziato che fuor delle porte restava il suo sposo.
Ella tesseva una tela nel fondo dell’alta sua casa,
doppia di porpora, e fiori v’univa di molti colori.
Ella chiamava per casa le ancelle, dai riccioli lunghi,
che al focolare ponessero il tripode grande, e ci fosse,
quando giungea di battaglia, per Ettore un tiepido bagno:
bimba! chè non lo sapeva che lui, ben lontano da bagni,
sotto le mani d’Achille domò l’occhi-fulgida Atena.
Ecco che udì dalla torre venir suono d’ululi e strilli: