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dall’iliade di omero 9

e l’un all’altro parlava parole dall’ale d’uccelli:
“Torto non è che Troiani ed Achei dalle belle gambiere
da sì gran tempo per tale una donna sopportino il male:
mirabilmente alle dee non mortali somiglia nel viso!
Ma pur così quale ch’ella si sia; se ne torni per nave
nè per sventura di noi e de’ figli, col tempo, rimanga„.


giuramento

“Giove che regni dall’Ida, che sei il più forte, il più grande!
Sole che andando a tua via, di lassù tutto vedi e tutto odi!
Fiumi, voi! Terra, tu! quanti nel mondo sotterra punite
gli uomini stanchi dal vivere, che qui giurarono in vano!
siatemi voi testimoni! guardate la fede ch’io giuro„.


esecrazione

“Giove che sei il più forte, il più grande, con gli altri immortali,
quali di noi per i primi misfacciano al patto giurato,
versino a terra così le cervella, com’io questo vino
verso: le loro e dei figli: e soggiacciano ad altri le mogli!„.


il piccino dell’eroe

“Oh! ch’io sia morto e la terra, buttatami sopra, mi celi
prima ch’io senta il tuo grido allorchè ti trascinino schiava!„
Ettore in queste parole, distese le mani al suo bimbo:
dietro, il suo bimbo, sul petto della sua ben vestita nutrice,
con uno strillo piegò, spaventato alla vista del babbo,
per la paura del bronzo e de’ crini ch’avea sul cimiero,
come tremendo lassù, sopra l’elmo, ondeggiare lo vide.
E ne sorrise il suo padre, e la madre onoranda sorrise.