Pagina:Pascoli - Traduzioni e riduzioni, 1923.djvu/225


poesia popolare eroica civile 197

e con le braccia avanti,
trempellando, nuotando, vacillando
tra le tremule mani del buon avo,
che gli era intorno e gli diceva: “Vieni
op! non ti tengo più... là... là... là... bravo!
O bei giorni sereni!
Com’erano contenti!
S’udian due risatine a quando a quando,
ch’erano tutte e due la gentil cosa!
ch’erano tutte due di color rosa
senza biancor di denti.

     Egli era il re; suo nonno
era il suo servo. “Babbo, aspetta!„ Il nonno
aspettava. “No, vieni!„ Egli veniva.
“Ridi!„ Rideva. “Canta!„
Cantava... O famigliuola
tra i nidi e l’ombre, sola, sola, sola:
l’uno, du’ anni, e l’altro, su gli ottanta!
l’uno diceva l’ultime parole,
l’altro le prime: ed erano le stesse.
Diceva il nonno al bimbo le più care,
le meglio che sapesse,
per farlo compitare:
dicea: “Pierino core del mio core! „
e lui: “Pielino cole del mio cole„.
Li benediva il sole.

     E suo padre? Suo padre
vivea con l’altra moglie: e nella casa
intanto era un novello essere entrato:
a Pierino era nato
un fratello e vagla nella sua culla,
Pierino non sapeva
e non vedeva nulla;