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150 traduzioni e riduzioni

     Leccalamacina, figlia del principe Rodiprosciutto.
     Fecemi in una capanna; a forza di fichi e di noci
     ella mi tirò su, con vivande di tutte le sorti...
     Ciò ch’è tra gli uomini in uso, io rosico: non mi si cela
     pane a finissimo staccio, che posa nel tondo canestro;
     non schiacciata di sèsamo piena, dal manto sottile,
     non tocchetto di lardo, né fegati chiusi nel velo
     bianco, nè morbidi caci di quel buon latte che caglia.


ciuco vorrei essere

Poniam ch’un degli dei venga e m’annunzii:
     Craton, tu, dopo morto, torni ad essere.
     Ma ciò che voglia, sei; can, becco, pecora,
     uomo, cavallo. E’ ti convien rivivere;
     questo è detto; ma il come a te lo scegliere.
     Fammi ogni cosa, me gli par rispondere,
     uom no, peraltro. Gli è codesto l’unico
     che mai nel mondo l’aver suo non abbia.
     Un cavallo di sangue, lo governano
     meglio d’un altro. Un can, sei, figuriamoci,
     un bravo can. Ti si tien me’ d’un botolo,
     e di molto. Anche: un gallo che ha rigoglio,
     altro si becca d’un gallo qualsiasi;
     e poi questi lo teine, e sa ch’ei merita.
     L’uoin per bravo che sia, bennato ed ottimo
     cuore, con questa gente che ci bazzica,
     e’ non gli giova punto. Primi vengono
     i leccazampe; son secondi i bindoli;
     le terze parti, l’imbroglion le recita.
     Meglio esser ciuco che veder le peggio
     canaglie che ti passano e gavazzano.