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catullo - orazio - virgilio 121


odio e amore

L’odio e l’adoro. Perchè ciò faccia, se forse mi chiedi,
     io, nol so: ben so tutta la pena che n’ho.


alla tomba del fratello

Giunsi per popoli molti e per molta distesa di mari:
     vedo, fratello, che resta, ecco, una tomba di te!
Renderti sol poss’io quest’ultimo dono di morte,
     sol parlare a la tua tacita cenere... a che?
Cenere! te, te stesso la mia sventura mi tolse,
     misero fratel mio preso nè resomi più!
Ora però tu, questi che, quale fu l’uso de li avi,
     sono dei tumuli i doni ultimi e flebili, tu
prendili, chè grondanti di lagrime tante, fratello,
     son di fratello, e per sempre ave, e la pace con te!