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A queste ragioni aggiungeva il ministro delle finanze Pos- servazione, che non si poteva pretendere da un’amministra- zione nuova e composta di un personale in gran parte tratto da amministrazioni eterogenee tutta quella esattezza ed atti- tudine che eumpete soltanto alle amministrazioni esperimen- tate per lungo esercizio ; ma non dubitare punto che, supe- rati i primi ostacoli, compagni di ogni nuovo ordinamento, procederá speditamente ed in modo soddisfacente nell’eser- cizio delle sue attribuzioni,

La vostra Commissione, udite queste spiegazioni ed i vari ragionamenti sporti nell’uno e nell’altro senso, addiveniva alle seguenti conclusioni:

«Avuto riguardo all’analogia che sussiste fra le attribu- zioni proprie alla amministrazione delle imposte direlle è quelle speitanti all’amministrazione dell’insinuazione e de- manio; considerando all’aiuto che reciprocamente possono prestarsi nella compilazione e rettificazione dei ruoli, e nella verifica dei diritti demaniali, sarebbe a desiderarsi che que- ste due amministrazioni dipendessero dallo stesso centro di- rettivo e costituissero un solo servizio,

«Ma nella condizione attuale delle cuse, trovandosi giá co- stituite ed in piero esercizio un personale speciale il quale ha oramai compiuto l’itspianto delle nuove imposte direlte, secondo un sistema coordinato al proprio ordinamento, se lo si volesse ora sciogliere per immedesimarlo a quello dell’in- sinuaziene e demanio, si correrebbe pericolo di sconvolgere il giá fatto lavoro e ritardare maggiormente l’assetto delle nuove imposte.

«Per questa considerazione la vostra Commissione vi pro- pone di conservare per ora il servizio quale fu dal Ministero organizzato, e rimandare a tempi piú normali ladempimento del voto che una sola ed identica amministrazione regga il servizio dell’insinuazione e demanio con quello delle contri- buzioni dirette.» in

La vostra Commissione non può però trasandare l’occa- sione per far presente alla Camera quanto sia sconveniente e nocivo alla cosa pubblica che un ordinamento s’infiltri nel bilancio prima che il Parlamento sia chiamato a decidere so- pra quali basi debba essere fondato. Quando un pubblico servizio è organizzato, lo sia pure sopra buone o cattive norme, moiti riguardi di fatto conducono e quasi costringono a tollerarlo per evitare nn danno maggiore.

Categoria 35. Fitti di locali per gli uffizi delle contribuzioni dirette, lire 8950.

Questa spesa è nuova stante che tali uffizi si tenevano fi- nora presso quelli d’insinuazione, ma i reclami sporti dalle due amministrazioni al Ministero, sopra la necessitá di se- parare questi uffizi per non pregiudicare il servizio di en- trambi indussero il Ministero a cominciare dove piú urgeva, per l’angustia dei locali, questa separazione. È pertanto a prevedersi che la spesa di questa categoria andrá crescendo nell’avvenire, se si consuma la completa separazione delle due amministrazioni, come pare essere la intenzione del Ministero.

La spesa domandata non è soggetta a diminuzione perchè risultante da contratti di locazioni stipulati dal Ministero con regi decreti.

Categoria 56. Spesa di riscossione e dei ruoli delle contribuzioni direlle, lire 1,000,900.

Questa spesa è sopportata, come è noto, dai contribuenti pagando perciò quattro centesimi per ogni lira d’imposta di- retta. Non può quindi diminuire o crescere che [colla dimi-

mne sto ni

nuzione od aumento delle tasse medesime, Nelle condizioni attuali dell’imposta, Ja somma prevista è non solo sufficiente, ma eccede d’alcunchè la spesa reale, come giá si osservava nella relazione del bilancio 1852 per cui si proponeva solo uno stanziamento ragguagliato alla spesa in lire 958,346 44. Ma la Camera accedendo alle osservazioni del ministro stanziò la somma rotonda di un milione: crediamo inoppor- tuno di rinnovare tale discussione, e vi proviamo di ricon- fermare la somma domandata nel progetto del bilancio,

Catasto.

Categoria 37. Uffizio del catasto (Personale). . L. 38,500

Categoria 38. Uffizio del catasto (Spese d’uffizio)» 2,000

Categoria 39. U/fizio del catasto (Spese diverse di materiale) + +. +... +. >» 22.740

L. 65.240

Il regio editto del 44 dicembre 1818 accresceva di un cen- tesimo e mezzo l’imposta prediale coll’intendimento di riu- nire un fondo preparatorio che servisse alla formazione di un catasto stabile dei fondi prediali di terraferma. Questa soyrimposta prediale somministra un prodotto annuale di lire 156,017 73, il quale d’allora in poi fu sempre portato in bilancio tanto nella parte attiva che nella parte passiva. Al dí d’oggi l’accumulamenio di quest’annuo prodotto raggiunge la somina poco meno di sei milioni di lire, quale dovrebbe figurare nei residui passivi quasi per intiero : una minima parte venne però consunta per l’afficio provvisorio del cata» sto, istituito fino dall’anno 1843; questa è calcolata a circa lire 16,400 annue.

Cominciando dall’anno 1853 fu per consiglio della Commis- sione depennato lo stanziamento delle lire 146,017 73 da quel bilancio passivo sulla considerazione che non era oppor- tuno di conservare un assegnamento che si sapeva per certo non doversi nell’anno consumare ; continuò per altro ad es- sere portato nell’attiro perchè avrebbe continuato ad essere esatto siccome tuttora si esige. Però sulla istanza del signor ministro che una parte di quello stanziamento era annual- mente impiegato per gli stipendi e le spese d’uffizio di quat- tro impiegati componenti il suddetto ufficio provvisorio, la Camera acconsentiva alla continuazione di questa spesa por- tando l’iscrizione nella parte straordinaria di quel bilancio della somma di lire 16,400.

Per l’esercizio 1854 il ministro traslocò la spesa nella parte ordinaria del bilancio, imprimendo cosí ad essa un ca- rattere duraturo e l’accrebbe di oltre lire 46,840 ripartite per lire 25,100 in aumento di personale, e per lire 22,740 in spese diverse di materiale. (Vedi categorie 37, 38, 39.)

Il traslocamento dell’assegno dalla parte straordinaria alla ordinaria, e l’aumento considerevole della spesa sono moti- vati dal fermo intendimento del ministro di preparare l’ar- dua e grandiosa impresa della formazione del catasto stabile, reclamato da tante ragioni di giustizia, di finanza e di eco- nomia rurale.

Si assumeva quindi la responsabilitá d’instituire con de- ereto reale del 3 luglio 1855 un uffizio. speciale di catasto composto di 15 impiegati, l’assegnamento complessivo dei quali sale a lire 58,500.

Veniva collo stesso pensiero aperta una scuola di agrimen- sura censuaria alla quale furono con ufficiale avviso invitati ad intervenirvi coloro che, forniti delle volute doti, deside- cassero di fare quel corso e snbire gli opportuni esami, nel qual caso sarebbero poi stati dal Governo preferiti uegli im- pieghi relativi,