Pagina:Panzini - Viaggio di un povero letterato.djvu/227


xx. - Dunque ròndini, addio! 211


Ecco: andremo a Bellària lentamente, con un lungo giro. Andrò prima a San Màuro che è la pàtria di Giovanni Pàscoli, tanto più che io ho un dèbito da assòlvere con lui. E in secondo luogo, il dottor Grigioni, che è mèdico condotto di San Màuro, mi aveva più volte fatto invito per lèttera di andarlo a trovare e visitare una sua raccolta di cose del Pàscoli. «Un uomo che ha raccolto con amore le cose del pòvero Pàscoli, deve èssere necessariamente un uomo fornito di quella gràzia (mi pare che si chiàmino gràzie i doni di Dio), che è la bontà.» Così dicevo fra me, perchè di persona non conoscevo il dottor Grigioni «E come mèdico, certamente deve èssere un filòsofo: ma filòsofo di quella filosofia che non muta come quella delle scuole; perchè fondata sull’uomo, che non muta. Sarà un dottore venerando con una bella barba bianca.»

Pòvero Pàscoli! Io volevo — come ho detto — andare in peregrinàggio a San Màuro per còmpiere un’òpera di riparazione verso lui, morto, di certi pensieri che di lui ebbi quando era vivo. Negli ùltimi tempi che egli fu in vita, la sua voce lamentosa di fraternità e di pace