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il trionfo di puccìn 253

nella notte della natività, aveva scritto queste parole in un albo: «Il Signore è venuto a visitarci. È un bambino!»

E lo strillo di quell’essere minuscolo che, appena strappato dalle viscere materne alla luce, si era acceso alla vita ed alla luce, gli suonò nel cuore come una benedizione: esso fece palpitare e fremere tutte le sue viscere d’uomo e scrisse ancora:

«Sii buono, sii puro, sii bello! Iddio si manifesta con la bontà, con la purità, con la bellezza. Ore tre di notte!»

Ed era una cupa notte d’inverno.

Nella stanza della natività la fiamma — vigile — cantava: i lini attorno alla fiamma del focolare splendevano come il vessillo d’una idea pura e buona! Almerigo Crosio benedisse la compagna della sua vita e invocò la purità anche su di lei, su di sè, su tutto, purità come la neve che cadeva in quella silenziosa, cupa notte d’inverno.

Fu cercato un nome venerato e fu imposto al pargoletto.

***


Il secondo nato capitò al mondo con tanta disinvoltura, con gli occhi aperti e i pugni serrati, come se ci fosse stato altre volte. Reclamò subito con uno strillo i suoi diritti in questi