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— Questo è poco serio, Sconer! Il male d’Italia è che manca un’aristocrazia! è che le forze sane della nazione non sono organizzate contro la canaglia! Ci siamo, è vero, noi nobili, che abbiamo sacrificato i nostri interessi per l’Italia; ma questa è la gratitudine, che, se si parla, dicono: “Taccia lei, che è un reazionario!„ Per vivere, bisogna che noi non ci facciamo sentire. In questo paese, poi, la canaglia è peggio che a Milano, che a Torino, che a Bologna, ed è tutto dire! Basta, un giorno comparve fra noi un uomo di genio. Genio? Ohimè! Noi l’abbiamo creduto! Parlava benissimo; affrontava la canaglia con apostrofi magnifiche: “I miserabili, capaci soltanto di puntellare le porte per cui deve passare l’uomo di genio! Bestie da soma che valete solo a portare il peso della gloria della nazione! Nessuna tregua con la canaglia! Se la canaglia andrà al potere, la prima cosa che farà, sarà di innalzare la forca per noi. Innalziamola noi per loro, finchè siamo a tempo„. Bello, eh? Ma il genio vero non era lui, era Ghiselda! La cara fanciulla ha dato tutto per la gran causa. Lei era la Ninfa Egeria di lui! Ce ne siamo accorti al tempo delle elezioni che lui non era un genio. Quella lotta elettorale è stata un vero disastro, mio buon amico.

— Questo lo credo. Per me in politica è indif-