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— E non è pericolosa?

Maioli fa gli occhietti feroci: — Vi compatisco perchè voi non avete mai veduto donna Ghiselda.

— Il nome mi piace. Sarà per lo meno duchessa — dico, perchè Maioli non avvicina che gente titolata.

— Contessa — dice con solennità.

Domando dove si può vedere questo champagne, quest’arciero del Cinquecento, questa contessa.

— Non pretenderete mica che ve la porti qui! Se voi una domenica, verso mezzogiorno, capitate a P***, alla pasticceria della Maddalena, sul corso, ve la posso presentare. Io verso quell’ora prendo il mio vermut, e donna Ghiselda vi capita dopo l’ultima messa a fare qualche acquisto di dolci.

— Va a messa questa contessina?

— Ma certamente! Tutti noi, nobili, andiamo a messa; se non altro per protestare dignitosamente contro la canaglia che non ha più religione. E poi, scusate: senza una religione che matrimonio pretendete di fare?